La scuola d’estate

Un film di Jacopo Quadri
fotografia Maura Morales Bergmann
suono Antonio Barba
musiche Valerio Vigliar
camera Maura Morales Bergmann, Jacopo de Bertoldi, Jacopo Quadri
colorist Vincenzo Marinese
assistente al montaggio Nico Tettamanti
assistente alla regia Elettra Mallaby
collaborazione alla regia Jacopo De Bertoldi
prodotto da Jacopo Quadri, Paolo Benzi
una produzione Ubulibri
con Rai CInema
in associazione con Okta Film
in collaborazione con Santacristina Centro Teatrale, Accademia Nazionale D’Arte Drammatica “Silvio D’Amico”
durata 87′
con Lucrezia Guidone, Sara Putignano, Fabrizio Falco, Gabriele Falsetta, Fausto Cabra, Lucia Lavia, Matteo Ramundo, Massimo Odierna, Francesco Petruzzelli, Rosy Bonfiglio, Matteo Mauriello, Arianna Di Stefano, Carmine Fabbricatore, Michele Lisi, Desireé Domenici, Eugenio Papalia, Gianluca Pantosti, Flaminia Cuzzoli, Barbara Chichiarelli, Giulia Gallone, Giulio Maria Corso, Ivan Alovisio, Luca Bargagna, Benedetto Sicca.

 

Una strada bianca si snoda tra boschi e colline fino a raggiungere un luogo isolato, forse un laboratorio alchemico. Nell’agio di un tempo sospeso, col favore del silenzio e la leggerezza di una natura selvatica, d’estate si fa teatro. Luca Ronconi, maestro della scena contemporanea, ha scelto l’Umbria per creare dodici anni fa – con la scuola di teatro “Centro Teatrale Santacristina” – uno spazio dove accogliere giovani attori e attrici e attivare il più libero dei cortocircuiti teatrali, svincolato da ogni condizionamento e scadenza produttiva. A Santacristina, in una vecchia stalla ristrutturata dove i passaggi del giorno e della notte sono scanditi da un gong, scopriamo il Maestro in veste di vecchio-bambino: nel gioco dei caratteri e nello scavo delle voci, alla ricerca delle pieghe segrete dei personaggi in un affascinante scandaglio dei testi. Barba bianca e sguardo penetrante, mago e maieuta, Ronconi si espone come mai prima d’ora, raccontandosi tra vita e teatro in uno stato di grazia che lo consegna alla fiaba.

Non ci sono precedenti a un simile affondo documentaristico nel lavoro di Ronconi, e il film è ricco di materiali preziosi, essendo il frutto di un accesso privilegiato a momenti nascosti e veri.

“Ho voluto raccontare la relazione tra Luca Ronconi, che ha da poco superato gli ottant’anni, e le nuove generazioni di attori – afferma Jacopo Quadri. È un percorso in punta di piedi nelle passioni del più intimo atto di creazione, tra l’ardore dei testi e l’amore irriducibile per il teatro. Da una parte la vita comunitaria dei ragazzi che convivono tre settimane nello stesso luogo, questa scuola isolata nei boschi dell’Umbria. Dall’altra il Maestro-maieuta. Vi si parla di teatro, ma soprattutto di vita”.

La Scuola d’estate è stato presentato nel novembre 2014 nella selezione ufficiale del Torino Film Festival per la sezione “Festa mobile/Ritratti d’artista”, con la presenza di Luca Ronconi e dello stesso autore del film. Presentato successivamente a Filmmaker di Milano come evento speciale, il lungometraggio ha riscosso notevoli riconoscimenti ed è approdato all’International Film Festival di Rotterdam e al Festival Internacional de Cine di Guadalajara e in occasione del primo anniversario della scomparsa di Ronconi è stato distribuito in 100 sale cinematografiche italiane.

Ha vinto Premio Speciale ai Nastri D’Argento Doc 2015 e Premio “Libero Bizzarri” 2015 per la Miglior Regia.


Rassegna stampa

Con maestria e grande sensibilità, Jacopo Quadri mostra in questi film l’altra faccia del lavoro teatrale: non lo spettacolo, ma quel processo “segreto”, importante e concreto attraverso cui si crea qualcosa di impalpabile, suggestivo e comunicativo. Al centro di tutto, Luca Ronconi: quel suo modo discreto, anche sereno, di trasformare in sogno, in emozioni, parole e testi, di segnalare un significato nascosto, di governare le relazioni tra gli attori, di fare della finzione una forma di verità e vita. Tutto questo nel film trova una narrazione chiara e felice: c’è la vita quotidiana di questa scuola isolata nel verde del bosco umbro, la cui vita è ironicamente scandita da un orientale gong, e c’è il lavoro dei ragazzi che talvolta sembrano anche dei matti in quella loro ossessione recitativa e c’è il grande patriarca con la sua libertà creativa, che per la prima volta ha aperto le porte delle sue prove a un occhio esterno,che racconta molto di sè, ma forse molto più di noi.

Anna Bandettini – La Repubblica


Un film che consente allo spettatore di assistere alle lezioni come se fosse nascosto tra i ragazzi; e che de maestro restituisce un ritratto intimo e familiare.

Alessandra Levantes Kezich – La Stampa

Un documento che porta nutrimento intellettuale non solo agli specialisti, facendoci riflettere sulle età della vita e sul senso che le possiamo dare.

Katia Ippaso – Il Garantista

La Scuola d’estate non è un «ritratto» di Luca Ronconi in senso canonico, in cui si ripercorre la carriera del grande regista. Quadri ce lo mostra nel fare, nella «vita al lavoro» delle lezioni quotidiane catturandone passione, puntiglio, genialità. Nel confronto con gli allievi, in cui le parole dei testi frammentati e senza ordine viaggiano nell’aria, diventano tattili, saporose, sono piene di sorprese, spiazzando ogni senso, anche il più avvertito. E all’interno di questo, Quadri ci porta con estrema delicatezza vicini alla persona Ronconi, e lo fa senza clamori, punteggiando questo incontro di un’intimità dichiarata con naturalezza e rispettoso pudore, in una dimensione che lo rende vicino anche a chi di teatro non sa poco o nulla.

Cristina Piccinino – Il Manifesto


Parlare di un maestro indiscusso del teatro contemporaneo come Luca Ronconi, senza cadere in un retorico e didascalico discorso biografico, non è compito semplice e scontato. Sorprende quindi Jacopo Quadri he sigla il suo primo film documentario La scuola d’estate.

Nicole Jallin – Paperstreet.it

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