Molly Bloom
dall’Ulisse di James Joyce

Molly Bloom – Chiara Caselli
Leopold Bloom – Enrico Carotenuto
la padrona di casa – Elisabetta De Vito
la servetta – Lilian Sassanelli
la figlia – Nicole Guerzoni
il giovane poeta – Lorenzo Ciambrelli
Boylan, l’amante – Giacomo Gonnella
l’uomo del vicolo – Marius Bizau
la donna del vicolo – Elettra Mallaby

Regia: Chiara Caselli
fotografia: Matteo Cocco
montaggio: Enrica Gattolini
costumi: Paola Lo Sciuto
scenografia: Barbara Bessi
suono: Antonio Barba
aiuto regia: Cinzia Castania
direttore di produzione: Lisa Riccardi
montaggio del suono: Marta Billingsley

prodotto da Jacopo Quadri per Ubulibri
coprodotto da Beatrice Bulgari per In Between Art Film
Marta Donzelli e Gregorio Paonessa per Vivo film

Con il supporto di Mibact – Direzione Generale Cinema e Roma Lazio Film Commision

molly bloom posterSinossi

È notte fonda e Molly nel suo letto non dorme. Accanto al suo viso i piedi nudi del marito Leopold che si è addormentato vestito a testa in giù. La voce di Molly, il suo spirito irriverente, tragico e infantile ci conduce in un viaggio all’interno della sua vita, i personaggi che la abitano, vivi o immaginari. Il tempo presente si intreccia con il passato che ritorna e un futuro che regala a Molly ciò che sente di avere perduto, per sempre.

Nel 2016 Molly Bloom viene presentato fuori concorso nella sezione Orizzonti nel 73° Festival di Venezia


Note di regia

Il film è un tuffo nella mente, nel cuore e nella carne di Molly, protagonista dell’ultimo capitolo dell’Ulisse di James Joyce.
Avevo 12 anni quando ho incontrato Molly: era Piera degli Esposti nel teatro bolognese dove mi portò mia madre. Un incontro indelebile. In quello stesso periodo ho iniziato a fotografare. Solo molti anni dopo mi è apparso il legame con Molly, quando il desiderio di rendere per immagini la vita interiore è diventato il centro della mia ricerca fotografica.
Nel 2010 è iniziato il mio viaggio nel testo e nel personaggio di Molly. All’adattamento è seguita la lettura scenica fino alla rappresentazione teatrale per il Festival di Spoleto con la traduzione di Gianni Celati. Molly era corpo e parola.
Il linguaggio cinematografico aggiunge l’immagine alla rappresentazione del pensiero, della vita interiore rumorosa di voci e parole, attraversata da immagini e visioni evocate ed evocative. Uno sviluppo naturale e necessario. Molly è un tesoro inesauribile, un regalo per un’attrice. Vitale nella sua solitudine, profondamente e carnalmente donna, immagine universale dell’umanità tutta, fatta di miseria, nobiltà e sogni.
“Ho pianto a vedere la bellezza del mondo passare come un sogno dietro ai suoi occhi…”
Scrive Joyce della moglie Nora alla quale si è in gran parte ispirato per il personaggio di Molly .
“Ma è molto più grassa di me!” replicò Nora.
Ho messo la sua fotografia sul comodino di Molly.

Premio Speciale “Corti d’Argento” 2017 (“…dove la contaminazione dello stile narrativo, partendo da uno dei più celebri monologhi d’attrice, trasforma il teatro in un’originale sperimentazione cinematografica”).


Rassegna stampa

Nella sezione Orizzonti del Festival di Venezia spicca un cortometraggio che addensa in una ventina di minuti e in modo originale, l’ultimo capitolo dell’Ulisse di James Joyce, Penelope, meglio conosciuto come il monologo di Molly Bloom
Alias, Il Manifesto – Fabio Francione

L’unico ambiente e il monologo recitato fuori campo affrescano egregiamente le parole scandite dalla protagonista, imprimendole in una cornice cupa, triste, folle, disperata, malinconica.
[…] La Caselli riesce egregiamente, con questo corto, a interpretare un ruolo prettamente teatrale in modo singolare, confermando ancora una volta le sue grandi doti di attrice.
Cinematografo – Nico Parente

Molly Bloom è il corto più originale visto alla Mostra quest’anno. Depistante per come rifiuta le convenzioni narrative classiche per privilegiare invece la componente visiva. E restituisce appieno le immagini soggettive generate dalla lettura di Joyce.
Sentieri selvaggi – Simone Emiliani

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