Franco Quadri, editore del Teatro,
di Hermann Broch, durante una grigia e piovosa serata milanese,
mi confidò che avrebbe preferito che Luca Ronconi avesse portato
in scena L'espiazione, impresa produttiva alquanto
rischiosa economicamente, visto l'elevato numero di personaggi,
paventando il dubbio che la scelta del grande regista di
Inventato di sana pianta ovvero gli affari del barone Laborde
nascesse da simili considerazioni.
Considero L'espiazione
un testo complesso che rimanda ad alcuni aspetti della biografia di Broch,
essendo egli stato assistente alla direzione nella filanda di Teesdorf,
vicino a Vienna, oltre che industriale tessile che ha vissuto la grande crisi
del '29. Questo accenno lo ritengo necessario per comprendere la materia
trattata in L'espiazione, i cui personaggi appartengono sia al mondo
dell'industria, sia a quello dei sindacati, degli operai e dei disoccupati.
L'azione è concentrata nell'arco di due mesi, durante i quali saranno decise
le sorti dello stabilimento Filsmann, il quale sceglierà il suicidio dinanzi
alle ciniche trasformazioni del capitalismo, dopo la morte del presidente
del consiglio di fabbrica, ucciso da un operaio, e del figlio del direttore
dello stabilimento durante una sommossa. L'argomento del dramma verte
sui problemi dell'economia durante la recessione che aveva colpito la
Repubblica di Weimar, nel momento in cui il capitalismo viveva una delle
sue pagine più nere, con la riduzione dei salari, con i tumulti degli operai, con i
primi tentativi di fusione, con le morti meccaniche, mentre la legge del denaro
governa il mondo e fa ritenere gli uomini marionette in mano agli economisti
di turno. Con Inventato di sana pianta ovvero gli affari del barone Laborde,
la cui prima rappresentazione avvenuta a oltre trent'anni dalla morte dell'autore,
in Germania, per essere ripresa, due anni dopo in Austria (1983), oggi messo in
scena per la prima volta in Italia (al Piccolo Teatro "Grassi" di Milano) da Luca
Ronconi, Broch si propone di cambiare la teoria degli affari e la loro logica,
proprio "di sana pianta", abbandonando la drammaticità di L'espiazione
e utilizzando una forma più lieve, quella della commedia brillante che mi ha fatto
pensare, data l'ambientazione, ad una specie di Albergo del libero scambio,
benché il vaudeville, concepito da Broch, si tinga di un meccanismo comico
costruito sulla figura del truffatore. Al centro dell'azione troviamo banchieri,
aristocratici, donne insoddisfatte: si parla di holding, di quotazioni in Borsa,
di vantaggi valutari, di bancarotta, dei circoli viziosi dell'economia, ma con
un'idea ben diversa del destino, perché concepito non più di origine tragica, ma
con la consapevolezza che lo si possa ingannare, dato che, secondo Broch, la realtà
è un semplice prodotto dell'irrealtà, mentre la vita può essere vissuta in funzione
della menzogna o, se vogliamo, del teatro, luogo della finzione e della mistificazione.
Alla fine, paradossalmente, scopriremo che l'unica persona onesta è il
truffatore, poiché si mostra ricco di scrupoli morali, nemico delle convenzioni
e di chi finge di possedere una realtà spirituale, il solo, tra tanti egoisti, capace di
veri sentimenti d'amore.
(Da "Avvenire", 2 marzo 2007)