I fatti di Fontamara rivivono alla luce dei nostri giorni
Michele Placido e dieci giovani attori restituiscono il senso di una tragedia che arriva sino a noi

di Franco Quadri


Memore di essere stato trent’anni fa, in un’altra Italia, protagonista cinematografico del Fontamara di Carlo Lizzani, Michele Placido ha messo in scena le pagine centrali del romanzo di Ignazio Silone che ne è alla base e dà via via la parola ai dieci giovani attori che raccontano e vivono le drammatiche situazioni del testo, ambientato in Abruzzo, all’indomani del terremoto del 1915. Si tratta quindi di un discorso evocativo di stringente attualità, anche perché ai problemi quotidiani che accompagnano le catastrofi naturali, si aggiunge una situazione politica pesante e gravida di minacce: i giovani “cafoni” che ne sono protagonisti rivendicano lo stato di oppressione in cui si trovano confinati dalle autorità, aggravato dall’avvento del fascismo e dalle ulteriori limitazioni della loro libertà. Già schiavi dalle situazioni meteorologiche che ne rinchiudono le vite in “un cerchio immobile” sono ora anche privati della loro libertà trovandosi sempre più sottoposti a una rete di controlli e ingiustizie maggiormente cogenti, tanto che il personaggio guida di Berardo Viola, che nel film era interpretato da Placido, progetta un giornale dal titolo significativo di Che fare? prima di finire nel carcere dove verrà eliminato. È una serata viva ed emozionante che scorre con una tale naturalezza da far parere la vicenda inventata lì per lì, assecondando gli stimoli personali di chi la vive e allo stesso tempo non soffre mai di esitazioni perché questi ragazzi appena usciti dall’accademia vivono la storia dal di dentro, dal profondo, come ciascuno recita nel suo quotidiano, nel silenzio assoluto del bell’assieme di spettatori che la vivono con loro, sapendo che questa storia ci concerne e parla comunque di noi, e ci ricorda allo stesso tempo che il teatro da millenni esiste per far da specchio di chi lo vede, specialmente nei momenti più difficili.

(n.p.)

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