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I libri bianchi

Autobiografie firmate, saggi critici d’autore, opere che segnano una svolta nell’interpretazione dello spettacolo.

Tadeusz Kantor
Il teatro della morte
Materiali raccolti e presentati da Denis Bablet
3° edizione
pp. 304, ill.,
€ 22,00
(ISBN 978-88-77482-23-5)



A vent’anni di distanza dalla prima edizione, pubblicata nel ‘79 sull’onda dell’emozione suscitata dalla tournée italiana della Classe morta, torna in libreria Il teatro della morte di Tadeusz Kantor, summa poetica del teatrante e pittore polacco che ha segnato con una ricerca inesausta e personalissima il teatro del secolo appena concluso. In occasione del decennale della morte, Kantor torna a essere oggetto di studio e di celebrazioni per la radicalità e la coerenza visionaria di un percorso artistico al confine tra il teatro e la pittura. Lo conferma questa nuova edizione aggiornata del volume curato da Denis Bablet, in cui sono raccolti scritti teorici e “partiture” di alcuni spettacoli già entrati nella storia.

L’itinerario di Kantor viene ricostruito con puntualità documentaria dalle prime esperienze degli anni ‘40 fino alle ultime raffinate realizzazioni degli anni ‘80. A scandire le tappe di un cammino animato da una costante tensione a superare le posizioni acquisite si susseguono manifesti, testi programmatici, saggi e descrizioni di azioni sceniche. Si passa così dal “teatro indipendente” al “teatro zero”, dagli “imballaggi” agli happening, dal “teatro informale” al “teatro della morte”, suggello dell’itinerario kantoriano, che al libro dà significativamente il titolo. Arricchito di tre capitoli rispetto alla prima edizione, Il teatro della morte si propone come uno strumento completo, capace di mettere in luce i complessi legami tra il Cricot 2 (la compagnia fondata da Kantor nel ‘55) e alcuni maestri della cultura polacca, da Bruno Schultz, autore di un Trattato dei manichini che trova non poche consonanze nella poetica del regista, all’amato Stanislaw Ignacy Witkiewicz (fonte di ispirazione per molti spettacoli, dalla Gallinella acquatica al Palazzo e la monaca, da Una tranquilla dimora di campagna alle Bellocce e i cercopitechi)

Ma oltre a rievocare i momenti più significativi che hanno segnato l’avventura teatrale dell’artista polacco, dagli esordi clandestini fino alla celebrità internazionale esplosa negli anni ‘70, questa nuova edizione raccoglie alcune riflessioni – quasi confessioni liriche – sulla condizione dell’artista, una selezione di materiali relativi alla residenza fiorentina sfociata nella creazione di Wielopole Wielopole e un capitolo dedicato agli ultimi spettacoli, da Crepino gli artisti fino Aujourd’hui c’est mon anniversaire, aggiunto a cura della redazione di Ubulibri. I testi sono corredati da un’ampia scelta di fotografie in bianco e nero che documentano le tappe principali della teatrografia di Kantor. Un’occasione per scoprire o riscoprire un maestro irregolare, autore di “sedute drammatiche” che hanno emozionato spettatori di tutto il mondo, costruite sul filo di una memoria implacabile, strumento lucidamente poetico di comunicazione attraverso l’universo della scena.

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