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Corriere della Sera, domenica 1 maggio 2005
A
trent’anni dalla morte, mentre si preparano omaggi di ogni tipo
ed esce restaurato il Vangelo Secondo Matteo (in DVD Medusa),
arriva per Ubulibri un volume per ricordare il multiforme genio di Pasolini
e la sua appartenenza allo spettacolo. L’autore, lo studioso Stefano
Casi, sostiene infatti in I teatri di Pasolini, dal 10 maggio
in libreria, che la radice ombelicale dell’opera dello scrittore
è proprio il teatro: dai tempi dell’adolescenza a Casarsa,
con un testo inedito, fino alla traduzione dell’Orestiade,
allo scandalo annunciato di Orgia e alla produzione cabaret anni
’60 per l’amica Laura Betti. E poi le sei scabrose, disperate,
biografie e/o autobiografiche “tragedie borghesi” di cui la
più famosa ed edipica, Affabulazione, ebbe un allestimento
cult di Gassman sr. e jr. che scandalizzò le signore della domenica
pomeriggio: ma ancora oggi sono, dopo Pirandello, i testi italiani più
rappresentati nel mondo. Si sostiene dunque la centralità ispiratrice
del teatro, e per diretta conseguenza anche del cinema, terreno confinante.
Pasolini, fu regista innovatore per forma, contenuto e linguaggio: il
mondo è quello che è (lo diceva il suo amico Moravia) e
il cinema lo tramanda senza poter fingere, in un dizionario infinito di
sempre nuove immagini, che superano le parole. Per questo conflitto di
interessi nel mondo dello spettacolo, il curatore della collana Franco
Quadri ha chiesto una prefazione al nostro più gran regista (a
sua volta innovatore di forma, contenuto e linguaggio nel mondo del teatro),
Luca Ronconi. Che ha allestito in passato due volte Calderòn,
una volta Pilade e Affabulazione, ed è la voce
più autorevole, competente e anche rinnovatrice:per i cinque spettacoli
alle Olimpiadi di Torino nel 2006 Ronconi userà anche il cinema
con Davide Ferrario. Ronconi ragiona non solo come regista di opere di
Pasolini sulla cui natura disserta col senno di poi; ma anche come fondamentale
ispiratore di quel teatro-teatro letterario che egli ha “inventato”
per dare una coraggiosa valvola di sfogo alla tradizione, per trovare
una comunicazione rivolta al futuro, in cui comprendere anche la scienza,
legata a filo doppio alla morale (magnifico studio di Infinities,
Piccolo Teatro).
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