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I testi

Testi teatrali nuovi o riscoperti: uno strumento per lo spettatore,
un panorama della scrittura drammaturgica
.

Quadrilogia di Santarcangelo
Mal-d'-Hamlé, Recidiva, Lingua Carne Soffio, Aquarium Ardent
Introduzione di Enrico Fiore
pp. 144, € 14,46
(ISBN 978-88-77481-88-7)

Quando, nel 1994, Leo de Berardinis assunse la direzione di Santarcangelo dei Teatri e dedicò questa stagione a Shakespeare, chiamò Enzo Moscato a riscrivere un suo Amleto, che pagava un debito a Lautréamont, ma l'esecuzione diretta dallo stesso autore doveva qualcosa a Pasolini. Da anni il poeta, aut/attore, cantante napoletano, vero artista tout court, ambisce a fare del suo teatro un antiteatro che lui stesso orchestra sul palco, rivisitando e reinventando la propria lingua e creando cerimoniali o saggi d'omaggio a precursori amati. In quattro anni, a Santarcangelo, è stato Shakespeare, Copi, Artaud, e Rimbaud in questa Quadrilogia.

"Il desiderio del tuo fragile corpo d'autore è il desiderio di una canzone nuova, di un canto nuovo, spremuto dalle macerie, dal dolore e dal sorriso; un desiderio che è oltre ciò che avviene sulla scena, è intorno al tuo corpo, è in quei momenti in cui fai in modo che anche gli altri, gli spettatori, si pongano in ascolto in prossimità del silenzio."
dalla dedica di Leo de Berardinis a Enzo Moscato

"Sì, 'ogni uomo uccide ciò che ama'. Potrebbe essere questa l'epigrafe di Aquarium Ardent e del teatro di Enzo Moscato in genere; un teatro che, se mi si passa l'ossimoro, brucia di un carnale lirismo."
dall'introduzione di Enrico Fiore

"… Squarci prodigiosi, visionari, (o, l'ho detto: crudamente veri), inquietanti preveggenze del flagello, del sacrale massacro collettivo, che dai porti, nei porti, in città di mare, dall'acqua, nell'acqua, per l'acqua, salmastra, toccata dal germe apocalittico d'Oriente, dal soffio cattivo, deturpante, di Bisanzio, arrivano a lambirti luminosi – numinosi? – o di tenebre ammantati, d'ammalato sole scuro, come il segno di una grazia, a lungo attesa, o d'una dannazione ritornante, sprofondo recidivo che va oltre sé medesimo, oltre il risucchio grande stesso, l'oscuro annullamento del Creato, qui…"
da Lingua Carne Soffio di Enzo Moscato

 

 

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