Memorabilia Ubu

Una scelta di autentiche rarità: edizioni fuori catalogo e d'occasione rinvenibili solo da noi a prezzi speciali.
Testimonianze e documenti di grande interesse e ricchezza, in cui sono soprattutto gli artisti a prendere la parola,
fornendo preziose indicazioni di lavoro e d'interpretazione.



Dalla scuola polacca al nuovo cinema
1956 - 1970
a cura di Malgorzata Furdal e Roberto Turigliatto
pp. 200, ill. b/n,
€ 10,00 (+ spese di spedizione)

Se dal Festival di Cannes del ’57 all’inizio degli anni Sessanta la presenza del cinema polacco sulla scena internazionale fu intensa e viva, la sua diffusione occidentale non superò un numero ristrettissimo di film, andando incontro in molti casi a clamorosi fraintendimenti. Tanto più che la “scuola polacca”, rompendo con il realismo socialista, fu una sofferta ricerca dell’identità, caratterizzata dal disvelamento dei grandi temi nazionali: il “destino polacco”, l'“eroismo inutile”, le ferite secolari del paese e il dramma della guerra. La storia successiva di questo cinema è discontinua e talvolta declinante, ma sempre animata da una capacità di autosuperamento di cui Wajda può essere considerato l’incarnazione vivente. Nel giro di poco più di un decennio si intrecciarono tre generazioni, si susseguirono apertura e stagnazione, “disgelo” e “stabilizzazione”, ma restò viva un’energia non consumata e non comprimibile dal potere. Era stata la “scuola polacca” la vera forza propulsiva che aveva fatto scaturire questa spinta verso diverse e successive fasi di innovazione. Includendo anche l’ipotesi di una “nouvelle vague” polacca e gli inizi del “terzo cinema” il libro tenta di rendere conto di tutta la dialettica complessità di ciò che può essere chiamato il “nuovo cinema” nella Polonia degli anni Cinquanta e Sessanta.

 

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