Quella dama di D'Annunzio sembra proprio un uomo
Un poderoso Sandro Lombardi nel ruolo che fu della Duse.

di Franco Quadri


Nell'affollato repertorio drammaturgico di Gabriele D'Annunzio Sogno di un mattino di primavera gareggia vittorioso, lasciando in ombra anche il suo sogno gemello dedicato a "una sera d'autunno", nella scala dei testi meno rappresentati del poeta, che stavolta scrive in prosa: e si possono facilmente addebitare le ragioni di questa assenza alla staticità di una vicenda esangue sacrificata al compiacimento per l'ambientazione rinascimentale. Ma si dà pure il caso che questo motivo estetico possa agire da spinta alla messinscena qualora, come nel caso dello spettacolo fiorentino, si presenti la possibilità di fruire di un luogo sacro qual è il cortile del Bargello, accanto a una attigua mostra dedicata a Desiderio di Settignano, dato che una sua scultura ha un ruolo rilevante nel testo, tanto più se a realizzare l'operazione, promossa dalla Sovrintendenza e dalla Direzione del Museo, ci sia una compagnia toscana come la Lombardi-Tiezzi, guidata da due artisti che sono anche studiosi della storia dell'arte. Ecco dunque la vicenda di una Isabella presunta de' Medici che, sorpresa dal marito, s'è vista uccidere l'amante tra le braccia e ha perso la ragione, tesa a confondersi con le fronde, in preda a un delirante monologo in cui ama rispecchiarsi in un'altra gentildonna già sottoposta prima di lei a identico destino in quella stessa sede. Allora la soluzione registica consiste nello straniare la protagonista affidando il ruolo della Demente, che fu di Eleonora Duse, a un poderoso Sandro Lombardi stralunato e nasale dalla lunga parrucca bianchissima, quasi argentea come il manto, sovrapposto a un verde che l'avvicina alla vegetazione in cui la dama vorrebbe sparire e che, attorno al pozzo, sta disposta con sapienza in vasi da orto botanico, lasciando spiccare il rosso vivo delle rose o d'un drappo, tra le attente presenze di Marion D'Amburgo, Marta Richeldi e Alessandro Schiavo, tra gli altri.

(da "la Repubblica", 28 maggio 2007, con reintegro dei tagli)

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