Roland Schimmelpfennig
Teatro
Prima/dopo,
Notte araba,
La donna di un tempo.
Scheda tecnica del libro
Roland Schimmelpfennig
Teatro
Prima/dopo,
Notte araba,
La donna di un tempo.
Introduzione e cura di Roberto Menin
Traduzioni di Umberto Gandini e Werner Waas
Collana: I testi
pp. 144, € 18,00 circa
ISBN: 978-88-77483-11-9
Uscita: estate 2010
L'autore
Nato a Gottingen, in Germania, nel 1967 ha esordito come giornalista e scrittore free-lance. Dopo una specializzazione alla scuola di drammaturgia dei Kammerspiele di Monaco, è iniziata la sua bruciante carriera teatrale. Autore maggiormente rappresentato in Germania, ha collaborato ed è stato autore in residenza nei principali teatri tedeschi (Kammerspiele di Monaco, Schaubühne di Berlino, Deutsches Schauspielhaus di Amburgo). Grandi rappresentazioni dei suoi testi si sono avute nei principali teatri europei. In Italia sono state rappresentate Prima/dopo alla Biennale di Venezia 2004 con la regia di Paola Rota e La notte araba al Teatro della Tosse di Genova nel 2007 con la regia di Sergio Maifredi.
Il libro
Nella raccolta si presentano tre sue commedie di grande successo: Prima/dopo, Notte araba e La donna di un tempo. Fortemente ancorato alle tensioni del mondo contemporaneo, Schimmelpfennig costruisce meccanismi teatrali folgoranti, in cui la narrazione di eventi e l’accadere dell’inaspettato generano caos nel nostro quotidiano, come in una drammaturgia cinematografica. Un caos raccontato epicamente e goduto insieme allo spettatore, nei suoi risvolti parimenti comici e tragici.
Prima/dopo racconta 51 brevissimi frammenti di storie a mosaico in una stanza d’albergo. I personaggi, che non hanno quasi mai un nome ma un’etichetta contestuale (la “donna sulla trentina”, “l’uomo di un’altra città”…), li vediamo prima dell’irrompere del dramma e dopo. Quello che non vediamo in presa diretta lo percepiamo dalle conseguenze. A volte si tratta di eventi banali (si rompe una lampadina, non funziona un termosifone), altre dell’angoscia ossessiva (la donna sui settant'anni che deve fare tutto al buio per non vedersi allo specchio). Costruiti come con l’occhio di una telecamera, questi brevi short cuts comici e tragici smontano e rimontano i personaggi ad opera del destino, in una prospettiva ironicamente brechtiana che senza alcun crescendo guida lo spettatore a uno sguardo affettuoso e malinconico sul non senso del quotidiano.
Notte araba. È estate, in un palazzo di cemento armato in un quartiere dormitorio. Manca l’acqua, domina l’afa. In un appartamento due donne, la tedesca Franziska in preda a un sortilegio di ex principessa araba, e l’amica Fatima, che ogni sera incontra l’amante furtivamente. In un clima opprimente avviene l’imponderabile e siamo catapultati in una notte magica d’Oriente. Nulla più funziona, ma il destino degli amanti deve compiersi. La bella Franziska ogni sera deve fare una doccia dopodiché si addormenta preda del suo ambiguo passato. Solo in quell’appartamento scorre l’acqua. Tre uomini cercano di svegliare la principessa con un bacio, ma due moriranno. Il terzo, il vecchio portiere che va alla ricerca del guasto, ci riuscirà.
In La donna di un tempo, paradossale quanto inesorabile, una donna viene a riscuotere l’impegno d’amore di un uomo ormai sposato, ma che vent’anni prima, di sfuggita, le aveva promesso eterno amore. La comparsa di questa calma e invasata amante nella vita della giovane coppia con figlio, in procinto di traslocare, sconquassa ogni quotidianità, e semina la morte dei protagonisti, in modo surreale e tragicomico. Anche in questa commedia, lo sguardo straniato permette il riso e l’orrore, con continui ammiccamenti agli spettatori ed espedienti epici. Uno spettacolo per gli dèi sulle miserie del mondo, un modo per farci amare e sorridere dei nostri oggi, con un teatro che sembra aver anticipato di almeno dieci anni le tensioni laceranti che ci lambiscono davvero.