Rafael Spregelburd
Eptalogia. I sette vizi capitali
Vol. I: L'inappetenza, La stravaganza, La modestia, La stupidità.
Vol. II: Il panico, La paranoia, La caparbietà.

Scheda tecnica del libro

Rafael Spregelburd
Eptalogia. I sette vizi capitali
Vol. I: L'inappetenza, La stravaganza, La modestia, La stupidità.
Vol. II: Il panico, La paranoia, La caparbietà.

Prefazione dell'autore
Introduzione di Manuela Cherubini
Traduzioni di Antonella Caron e Manuela Cherubini

Collana: I testi
pp. 192, € 19,00 circa
ISBN: 978-88-77483-17-1
Uscita: primavera 2010

L'autore
Drammaturgo, regista, attore, traduttore, nasce a Buenos Aires nel 1970. Inizia i suoi studi come attore, ma si dedica quasi subito anche alla scrittura. Dal 1995 comincia anche a dirigere gli allestimenti, prevalentemente di suoi testi, ma anche di adattamenti da opere altrui (Harold Pinter, Marius Von Mayenburg, Wallace Shawn). Studia in Spagna e in Argentina col drammaturgo José Sanchis Sinisterra. Nel 1998 viene selezionato dal British Council e invitato come autore ospite al Royal Court Theatre di Londra, per il quale scriverà opere su commissione. È autore in residenza presso il Deutsches Schauspielhaus di Amburgo, autore e regista ospite presso la Schaubühne di Berlino. Le sue opere sono state tradotte in inglese, tedesco, francese, italiano, portoghese, ceco, slovacco, fiammingo, svedese. Ha ricevuto diversi premi, come drammaturgo e regista, in Argentina e in Europa.

Il libro
L’Eptalogia di Hieronymus Bosch è un insieme di sette opere autonome, concepite da Rafael Spregelburd intorno all’idea del peccato, della morale e della deviazione. Bosch, mentre si dissolve il Medioevo, dipinge su un tavolo la sua criptica minaccia moralizzatrice; secoli più tardi sembra essere la modernità ad agonizzare, e le domande sono molto simili: non è la legge stessa a creare il desiderio d’infrangerla? Dov’è la deviazione dove ormai non c’è un centro? I peccati di Spregelburd rivelano una migrazione verso un altro ordine morale, quello postmoderno, ancora difficile da decifrare, ma l’autore argentino rende omaggio al pittore fiammingo con un richiamo ai vizi capitali medievali, associando a ogni nuovo vizio la traccia di uno antico.
I volume. Le prime quattro opere dell’Eptalogia sono scritte fra il 1996 e il 2003.
L’inappetenza (lussuria) è un’opera brevissima, sulla capacità di costruire la menzogna attraverso la percezione degli spettatori. La signora Perrotta la mattina discute con il marito, poi esce per delle commissioni in banca, va a trovare delle amiche, mangiano dolci, si baciano sulla bocca, ma niente è ciò che sembra: nei Balcani è scoppiata la guerra, ma sembra molto lontana.
La stravaganza (invidia), che ha debuttato in Italia nel 2008, con la regia di Manuela Cherubini e l’interpretazione di Simona Senzacqua, è un melodramma senza certezze, un antimonologo: tre personaggi per una sola attrice. Tre sorelle gemelle, una di loro muore e una bambina viene adottata per rimpiazzarla. Quindi una delle tre è falsa, ma la madre si è sempre rifiutata di rivelare quale, per non parlare del padre. Adesso la madre sta per morire, per una strana malattia incurabile, forse genetica, che potrebbe trasmettersi anche alle figlie autentiche. È giunta l’ora della verità, che svela la paranoia della tassonomia: vedere nell’altro solo ciò che ci somiglia.
La modestia (superbia) è una commedia degli equivoci: due storie, due tempi, due spazi che si mescolano: paesi dell’est, primi del ‘900, guerra e Buenos Aires, giorni nostri, chiacchiere da salotto. È un’opera sulla dialettica, sui confini e sull’incertezza del male, e sulla modestia, intesa come peccato: il piacere superbo e colpevole che nasce dal gesto disperato di cercare di essere un po’ di meno di ciò che si è, con il segreto obiettivo, forse, di pagare in comode rate un dubbio infinito.
La stupidità (avarizia), attraverso l’intreccio di cinque vicende, parla della fragilità dell’intelligenza ai giorni nostri. Un gruppo di persone cerca di arricchirsi a Las Vegas: un sistema matematico per vincere alla roulette è strettamente relazionato con la temibile equazione matematica che racchiude il segreto dell’apocalisse; due criminali cercano di vendere un quadro prima che si cancelli completamente; la mafia siciliana lancia una nuova stella pop; dei poliziotti vivono un’intensa storia d’amicizia e tradimenti. Tutto questo accade simultaneamente e a dimostrazione che si può soffrire eternamente senza imparare nulla per il futuro.
Volume II (in uscita successiva). Raccoglierà le altre tre opere che completano l’Eptalogia, scritte da Spregelburd fra il 2003 e il 2008.
Il panico (accidia) mette in scena l’impossibile convivenza, l’orrore del reincontro fra vivi e morti: la paura di poter recuperare, all’improvviso, chi si è amato e perduto. I morti hanno paura di quel momento terribile di lucidità nel quale comprendono di essere morti, per sempre. I vivi, semplicemente, hanno paura di tutto, senza priorità né certezze.
La paranoia (gola) è ambientata nel futuro, lontano migliaia di anni. La Terra intrattiene strane relazioni con culture aliene, un delicato equilibrio è sul punto di rompersi: le intelligenze del cosmo hanno graziato la Terra perché soltanto qui si produce ciò di cui sono ghiotte, la fiction. Un gruppo d’élite, convocato in un decadente hotel di Piriapolis dovrà risolvere il problema e salvare l’umanità: creare fiction per gli alieni è un’impresa titanica, tempo e spazio si dissolvono come gelatina e la narrazione è un concetto arcaico.
La caparbietà (ira) è un viaggio nel tempo, nella sua frantumazione. Con l'esilio forzato di migliaia di spagnoli, che fuggono cercando di attraversare la frontiera con la Francia, si sta concludendo la Guerra Civile Spagnola. Un enorme mistero avvolge tutto. Una bambina morta da anni in un pozzo balbetta da lontano. Come in un déjà vu, le belle canzoni della sconfitta precedono la sconfitta. In Spagna si gioca la sorte del mondo e il mondo sta perdendo la battaglia. Morti gli eroi, gli dei si ritirano nella loro dimora segreta, inespugnabile: dio torna nel dizionario e sulla terra resta solo l’aratro. E le parole. Quante sono le cose che accadono nello stesso momento?

Sito a cura di Damiano Pignedoli
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