Di Anton Cechov, si può leggere tutto il teatro nelle edizioni Rizzoli, Einaudi, ecc.,
ma non si può, certo, avere il piacere di conoscere in che modo lo abbiano interpretato registi come
Stanislavskij o Mejerchol'd che sono stati i primi a trasformare i testi in linguaggio scenico. Questa lacuna è
stata colmata da Fausto Malcovati il quale ha avuto modo di accedere al fondo manoscritti Mejerchol'd e, quindi,
agli stenogrammi delle prove di 33 svenimenti, sotto il cui titolo vennero raccolti tre atti unici di Cechov:
Una domanda di matrimonio, L'anniversario, L'orso ora proposti dall'originale collana
I libri bianchi della Ubulibri con un'illuminante introduzione del curatore. Il lettore avrà modo di rileggerli in una
nuova traduzione e di verificare in che modo Mejerchol'd li abbia trasposti sulla scena e, soprattutto, conoscere una
molteplicità di notizie riguardanti il suo metodo registico. Il debutto dello spettacolo avvenne nel 1935, cinque anni prima
della prematura morte del regista voluta da Stalin. Malcovati ricostruisce le circostanze delle purghe staliniane iniziate
con l'assassinio di Kirov, il capo del partito di Stalingrado, e continuate con arresti di massa, processi sommari e con
migliaia di esecuzioni. Mejerchol'd non
si rese conto dì ciò che stava accadendo essendo assorbito freneticamente dal lavoro: infatti mentre
preparava 33 svenimenti a Mosca, era stato chiamato a Leningrado per l'allestimento della Dama di picche,
quindi non aveva tempo per conciliare l'arte con la politica.
Alcuni mesi dopo il delitto Kirov, il grande regista, a causa della messa in scena di 33 svenimenti, fu accusato di
complotto trockista, in seguito al quale venne arrestato e nel 1940 fucilato. (Occorre ricordare che Majakovskij si era
suicidato nel 1930). In quegli anni mettere in scena Cechov, ritenuto dal regime un autore formalista e quindi sabotatore
del realismo sovietico, era considerata una scelta controcorrente, di protesta, e non passò inosservata. Del resto, proprio
nel 1934 al Congresso degli scrittori sovietici era stato proclamato il realismo socialista come modello di tutte le arti.
Nello stesso anno, in Italia. il regime fascista organizzava il Convegno Volta, dedicato anch'esso alla letteratura drammatica.
Il volume contiene cinque dei quindici stenogrammi riguardanti Una domanda di matrimonio, sei dei dieci che riguardano
L'anniversario e quattro dei dieci dedicati a
L'orso; da questi si ricavano le lezioni che Mejerchol'd dava ai suoi attori e ai suoi assistenti
sul significato di vaudeville alla russa, quello di Cechov per intenderci, che è ben diverso dal vaudeville
francese, perché meno meccanico privo di salti, inseguimenti, capriole, e più attento ai caratteri e alla psicologia.
La scelta registica di Mejerchol'd puntava a una comicità asciutta, realistica, controllata, legata ai
"giochi di teatro" e ai lazzi tipici della Commedia dell'Arte che lui tanto amava. L'invenzione stilistica fu
quella di unificare i tre atti unici ricorrendo agli svenimenti perché leggendo i testi ne aveva contati più di
trenta, da cui nacque il titolo. Cechov, da buon medico, aveva inventato per ogni personaggio un malore, un mancamento,
preannunziati da palpitazioni, gemiti, sudori, isteria. ipocondria e, proprio attraverso questi pre-svenimenti, Mejerchol'd
organizzò il suo spettacolo accompagnandolo con una base musicale che si legava perfettamente ai moduli di comicità ai quali
aveva indirizzato i suoi attori.
(Da "La Sicilia", 2 febbraio 2007)