A completamento dell'opera drammatica di Koltès, esce questo volume contenente quattro testi: quello degli esordi, Sallinger (1977) e quello pubblicato e rappresentato postumo, Roberto Zucco (1990), più due prove del tirocinio dell'autore a Strasburgo: Le amarezze e L'eredità.
La tragedia Roberto Zucco, costituisce l'impressionante coronamento di una carriera drammaturgica
intensa e concentrata. È trasposizione in chiave mitologica e poetica di fatti di cronaca degli anni ottanta,
centrata sul protagonismo di Roberto Zucco, pluriomicida d'origine veneta. Quindici scene di tensione esasperata
dalla pulsione gratuita, come senza ragione appaiono i moventi profondi dell'eroe-assassino.
Questi, evaso, sopprime sua madre, un bambino rapito e un poliziotto, indi tenta una fuga che equivale al suicidio.
In Italia tre versioni sceniche hanno dimostrato la valenza ambigua e misteriosa della vicenda,
tipica del passaggio creativo dalla cronaca al mito, in un linguaggio immaginifico e rituale dalla struttura espressionista.
Franco Quadri ne analizza l'ultima rappresentazione italiana con la regia di Cherif.
Sallinger,
noto agli specialisti per gli allestimenti francesi e per la presentazione di Firenze nel 2000, mette
in scena una famiglia americana al tempo della guerra in Vietnam, il cui figlio si è appena suicidato.
Un puzzle di frammenti personali, a testimonianza di una crisi nazionale vista dall'intimo familiare.
Con una libertà espressiva e strutturale affine a quella di Ritorno al deserto (1988),
vivi e morti interagiscono sulla scena, in un incubo significativo dei destini solidali e tragici dei protagonisti.
(Da "L'indice", n. 6, giugno 2006)